Autore: Svetlana Kautova, Head of Occupational Safety Department — MTZ Transmash
La salute e sicurezza sul lavoro non è una formalità né una routine burocratica. È un sistema vivo, al cui centro c'è la persona. Lo specialista HSE non è un sorvegliante né un burocrate con una checklist. È un ponte tra le norme di sicurezza e la vita reale del team. La sua autorità non si basa sul diritto di vietare, ma sulla fiducia che si guadagna attraverso competenza, onestà e cura sincera.
Penso che questa professione non sia per tutti.
Non ha senso intraprendere una carriera in ambito HSE se si cerca un "porto sicuro" tranquillo, senza conflitti e responsabilità. Non c'è posto per chi:
- pensa che "non succederà niente di grave";
- evita le contraddizioni e ha paura di difendere la propria posizione di fronte alla direzione;
- percepisce i dipendenti come "capitale umano" e non come persone reali con stanchezza, paure ed errori.
Un vero specialista HSE non può voltarsi dall'altra parte quando vede violare le regole. Percepisce la sicurezza non come una formalità, ma come un obbligo etico.
Ho ascoltato spesso webinar e partecipato a corsi di formazione in cui si parlava degli specialisti HSE, delle loro responsabilità e delle qualità inerenti a questa professione. Alla fine, ho risposto per me stessa alla domanda: chi è il "miglior" specialista HSE?
Il migliore non è colui che ha un registro di formazione perfettamente compilato, ma colui i cui sforzi hanno cambiato l'atteggiamento verso la sicurezza nel team. Egli:
- non si limita a comunicare le regole, ma crea l'abitudine di rispettarle;
- non si limita a registrare le violazioni, ma aiuta a comprenderne le conseguenze;
- sa dire "no" anche ai vertici aziendali, e lo fa in modo che questo "no" diventi l'inizio di un dialogo, non di un conflitto.
Combina in sé i tratti di un ingegnere, un educatore, uno psicologo e un diplomatico. Sa come spiegare a un meccanico perché gli occhiali protettivi non sono un "capriccio dell'ingegnere", ma una reale protezione per i suoi occhi, e lo fa senza fare la predica, con rispetto per l'esperienza e l'opinione dell'altro.
Le qualità chiave di un vero specialista HSE:
- Profonda responsabilità: la consapevolezza che ogni decisione può influenzare la vita di qualcuno.
- Perseveranza: la capacità di andare avanti anche quando non si viene ascoltati.
- Empatia: la capacità di ascoltare non solo le parole, ma anche la stanchezza, la paura o la resistenza.
- Comunicazione flessibile: la capacità di parlare con persone diverse in una lingua a loro comprensibile, dal macchinista al CEO.
- Pensiero sistemico: non una reazione agli incidenti, ma un'analisi proattiva e la prevenzione dei rischi.
- Onestà professionale: il rifiuto di "chiudere un occhio" per comodità o lealtà.
Come crescere nella professione (e non trasformarsi in un "drago di carta")?
- Aggiornare le conoscenze: seguire i cambiamenti legislativi, studiare gli standard internazionali (ISO 45001, pratiche OSHA), partecipare alle comunità professionali.
- Investire nelle soft skills: la capacità di costruire un dialogo, gestire la resistenza e ispirare è oggi più importante dell'imparare a memoria le normative.
- Promuovere la cultura della sicurezza: lanciare iniziative in cui i dipendenti non sono oggetto di controllo, ma coautori di un ambiente sicuro.
- Valutare l'effetto reale: la riduzione del numero di incidenti e l'aumento del coinvolgimento sono i vostri veri KPI, non il numero di registri firmati.
- Costruire alleanze: senza il supporto della direzione e del team, anche il più talentuoso specialista HSE è solo una persona contro il sistema.
- Essere un esempio vivente: il vostro comportamento sul campo è la formazione più convincente.
Come preservare se stessi in una professione emotivamente difficile?
- Non assumetevi la responsabilità per tutti. Voi create le condizioni, ma la scelta spetta sempre alla persona.
- Separate chiaramente il lavoro dalla vita privata. Non siete obbligati a essere "disponibili" 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
- Cercate una comunità professionale. Lo scambio di esperienze con i colleghi è il miglior antidepressivo.
- Prendetevi cura di voi stessi come del più importante "oggetto di tutela della salute e sicurezza". Sonno, riposo, hobby, supporto psicologico non sono un lusso, ma una necessità professionale. Uno specialista in burnout non protegge: scompare.
Conclusione: un'immagine che salva.
Un buon specialista HSE si trova raramente al centro dell'attenzione. Lavora in modo silenzioso, coerente e con dignità. La sua forza risiede nel rispetto che suscita, non nei poteri che gli vengono conferiti. E quando in azienda nessuno si fa male, non è perché si è stati "fortunati", ma perché qualcuno si è preoccupato ogni giorno di far sì che questa "fortuna" diventasse la regola. Questa è l'immagine costruita di uno specialista HSE.