L'ultimo decennio nel campo della salute e sicurezza sul lavoro è trascorso sotto l'egida della digitalizzazione, tuttavia molti specialisti trascorrono ancora fino al 70% del loro tempo lavorativo nella valutazione routinaria dei rischi, nella gestione delle prescrizioni e nell'analisi del quadro normativo. L'implementazione dell'intelligenza artificiale (IA) sta diventando una fase naturale di sviluppo del settore, consentendo di delegare alle tecnologie i compiti algoritmizzabili. Nel corso del suo intervento, Rinat Fatkhutdinov analizza un approccio sistemico alla trasformazione IA, dove l'essere umano rimane al centro dell'attenzione e le reti neurali fungono da strumento per un cambiamento qualitativo dei processi aziendali.
Il relatore propone di considerare l'implementazione dell'intelligenza artificiale attraverso una matrice di efficienza (velocità e costo) ed efficacia (qualità e nuovi valori). Questo approccio permette di passare da strumenti semplici a soluzioni architettoniche complesse.
Nella fase iniziale, l'IA viene utilizzata per risolvere compiti locali dell'utente. Ad esempio, le reti generative vengono impiegate per preparare le risposte alle prescrizioni degli organi di vigilanza. Il caricamento del verbale e del modello di risposta consente di ottenere una bozza pronta in pochi secondi. Ciò riduce i tempi dedicati alla burocrazia e aiuta lo specialista ad apprendere i principi base del lavoro con i prompt (richieste).
Il secondo passo è l'integrazione dell'IA nei processi aziendali esistenti per accelerarli. Il relatore mostra l'esempio dei bot di Telegram per la valutazione dinamica dei rischi: il lavoratore invia una foto della postazione di lavoro e il bot, addestrato sulla base del decreto n. 776n, riconosce automaticamente i pericoli e suggerisce misure di controllo. Questo trasforma la valutazione dei rischi da un documento formale "sullo scaffale" in un processo continuo di raccolta di big data direttamente dai siti produttivi.
A questo livello, l'IA agisce come analista, aiutando a ripensare i metodi di lavoro abituali. L'intervento esamina in dettaglio il caso dell'analisi delle cause degli incidenti. La costruzione di un albero dei guasti, che manualmente richiede mesi, con l'aiuto dell'IA viene eseguita in poche ore. Inoltre, la rete neurale è in grado di proporre classificazioni alternative delle cause, individuando fattori preventivi non ovvi che l'esperto potrebbe aver trascurato a causa dell'abitudine.
Il livello più alto di trasformazione è la creazione di un'architettura unificata, in cui l'IA è integrata con i sistemi ERP e CRM aziendali, le basi di conoscenza e l'Internet of Things. In questo modello, lo specialista HSE diventa un architetto del sistema: non si limita a controllare i processi, ma gestisce agenti digitali che analizzano i dati in background, rilevano le violazioni e generano analisi predittive.
L'integrazione delle reti neurali si scontra inevitabilmente con le restrizioni aziendali. La barriera principale è il rischio di fuga di dati riservati. La soluzione è l'utilizzo di modelli IA locali distribuiti sui server interni dell'azienda. Inoltre, viene analizzato il problema delle "allucinazioni" dell'IA (fornitura di informazioni inaffidabili), sottolineando la necessità di una verifica critica delle risposte e dell'uso di metodi di interrogazione incrociata.
Esplora la biblioteca completa delle migliori pratiche di sicurezza industriale
Vai alla biblioteca