Come trasformare il controllo degli appaltatori in un sistema di sviluppo: l’esperienza di un rating sulla sicurezza sul lavoro

Come trasformare il controllo degli appaltatori in un sistema di sviluppo: l’esperienza di un rating sulla sicurezza sul lavoro

7 settembre 2026 🇷🇺 Originale: русский 1 min di lettura

In un grande sito industriale possono lavorare contemporaneamente decine di imprese appaltatrici. Ognuna ha i propri dirigenti, le proprie procedure interne, la propria esperienza e il proprio livello di maturità della cultura della sicurezza. Per il committente, però, il confine tra lavoratori «propri» e lavoratori delle imprese appaltatrici è convenzionale: un evento in cantiere diventa un rischio comune — umano, produttivo, finanziario e reputazionale.

Per questo affidare i lavori a un appaltatore non significa trasferirgli la responsabilità della sicurezza. Ma nemmeno il solo controllo basta. Le verifiche spesso registrano singole non conformità senza permettere di vedere l’andamento, di confrontare le imprese tra loro e di capire se le misure correttive cambiano davvero il comportamento delle persone in cantiere.

Abbiamo provato a risolvere questo problema con un rating delle imprese appaltatrici: un sistema unico di valutazione che unisce le osservazioni sul luogo di lavoro, le verifiche di controllo e l’audit del sistema di gestione della sicurezza sul lavoro. Nell’estate del 2026 il modello ha superato un pre-pilota in una miniera di PJSC MMC Norilsk Nickel: nel perimetro sono entrate 23 imprese appaltatrici con 36 contratti.

Perché le verifiche consuete non bastano

Il modello tradizionale di controllo ha diversi limiti.

In primo luogo, le verifiche isolate danno un’istantanea della situazione ma non mostrano la traiettoria. Un appaltatore può chiudere un rilievo specifico senza modificare il processo che ha portato alla non conformità.

In secondo luogo, le valutazioni di verificatori diversi sono difficili da confrontare. Uno specialista registra tutte le deviazioni, un altro solo quelle che ritiene rilevanti. Di conseguenza l’esito dipende non solo dallo stato dei lavori, ma anche dall’approccio di chi verifica.

In terzo luogo, il controllo spesso si conclude con un rapporto. Se i suoi risultati non sono collegati a un piano di miglioramento, a un riscontro al responsabile dell’appaltatore e a una verifica successiva, i dati non diventano mai una decisione gestionale.

Infine, senza un sistema unico è difficile utilizzare gli indicatori di sicurezza nella motivazione degli appaltatori e nelle procedure di acquisto. Per questo la valutazione deve essere regolare, trasparente e ugualmente comprensibile per tutti i partecipanti.

Come è costruito il modello di rating

Il rating si fonda su tre fonti di dati complementari.

1. Valutazione del responsabile dei lavori — una verifica settimanale del capocantiere direttamente sul luogo di esecuzione dei lavori, con una check-list unica.
2. Verifica di controllo e prevenzione — un controllo situazionale dei lavoratori dell’appaltatore, effettuato una volta ogni due settimane.
3. Audit del sistema di gestione della sicurezza sul lavoro — una valutazione trimestrale di come l’appaltatore ha organizzato la gestione, il controllo e l’attuazione delle azioni correttive.

Il senso del modello non è sommare meccanicamente i punteggi e costruire una classifica. Il rating avvia un ciclo gestionale che si ripete:

osservazione → registrazione del risultato → confronto con l’appaltatore → piano di azioni correttive → verifica di follow-up → aggiornamento del rating.

Questo approccio permette di vedere non solo la posizione attuale dell’appaltatore, ma anche la sua capacità di cambiare. Per la gestione del rischio l’andamento a volte conta più del punteggio assoluto: una valutazione iniziale bassa accompagnata da un miglioramento costante indica un sistema di cambiamento che funziona, mentre un risultato stabilmente alto richiede una verifica di oggettività e solidità.

Che cosa ha mostrato il pre-pilota

Durante il pre-pilota erano previste 372 valutazioni dei responsabili dei lavori e ne sono state svolte 324 — l’87% del piano. In 238 casi il lavoro ha ricevuto una valutazione soddisfacente, in 17 una valutazione non soddisfacente. Escludendo i casi in cui l’appaltatore di fatto non eseguiva lavori al momento della verifica, la quota di valutazioni soddisfacenti è stata del 93%.

Per gli audit di sistema sono state completate 39 delle 43 verifiche pianificate, cioè il 91%. Di queste, 30 si sono concluse con esito soddisfacente e nove con esito non soddisfacente. Sono stati proprio gli audit ad aiutare a vedere che le singole non conformità in cantiere sono spesso legate a lacune gestionali più profonde: controllo interno insufficiente, scarsa motivazione dei responsabili, assenza di statistiche sui lavoratori e di analisi delle non conformità ricorrenti.

Il risultato più significativo è stato l’andamento degli audit ripetuti. Tra i 12 appaltatori per i quali erano disponibili risultati confrontabili, 11 hanno migliorato la valutazione. Il punteggio mediano è salito da 73 a 91. Per una delle imprese la traiettoria è stata 0 → 26 → 60 → 89 punti. Questi dati non dimostrano ancora un nesso causale diretto, ma danno un segnale forte: un riscontro regolare, un piano di azioni correttive e una nuova valutazione sono in grado di sostenere cambiamenti visibili.

Le verifiche di controllo e prevenzione hanno mostrato che il sistema non si limita all’osservazione. A fronte di un piano di 104 verifiche sono state registrate 19 non conformità, redatti nove verbali e in quattro casi i lavori sono stati fermati. È un principio importante: il rating non sostituisce il diritto di intervenire immediatamente in presenza di un rischio grave.

I temi ricorrenti erano del tutto pratici: emissione dei permessi di lavoro, rispetto della sequenza sicura delle operazioni, impiego di utensili certificati e di rilevatori di gas, uso dei dispositivi di protezione individuale, sicurezza dei lavori in quota e conoscenza delle regole di sicurezza fondamentali.

L’effetto principale non nasce nella tabella

Il risultato più rilevante del pre-pilota, a mio avviso, non è il rating in sé, ma il cambiamento nella qualità del dialogo. Il contatto regolare con i massimi dirigenti delle imprese appaltatrici e con i capicantiere ha permesso di discutere più in fretta le non conformità, concordare misure correttive e tornarci sopra alla verifica successiva.

L’appaltatore ottiene un quadro chiaro: quali criteri si applicano, dove esattamente è nata la deviazione, che cosa va cambiato e come sarà valutato il risultato. Il committente, a sua volta, non vede un insieme di rilievi scollegati, ma la storia del lavoro di quell’impresa con i rischi.

Questo sposta il rapporto dalla logica «chi controlla — chi è controllato» a un modello più maturo di responsabilità condivisa. Il livello di esigenza non cala, ma diventa prevedibile e dimostrabile.

Tre condizioni per scalare

Il pre-pilota ha messo in luce anche limiti che è importante eliminare prima di estendere il sistema.

Primo: la calibrazione dei verificatori. Una bassa quota di non conformità rilevate non significa sempre un alto livello di sicurezza. In uno degli insiemi di dati cinque verificatori hanno svolto 93 controlli senza registrare nemmeno una deviazione, mentre sull’intero campione le non conformità comparivano in circa il 14% delle verifiche. Non è la prova di un lavoro scadente di persone precise, ma è un segnale serio per controllare l’uniformità degli approcci. Servono formazione, sopralluoghi congiunti e un confronto regolare delle valutazioni.

Secondo: l’automazione. La raccolta manuale dei dati va bene per un pre-pilota, ma su larga scala genera lavoro superfluo e rischio di errori. L’ambiente digitale deve garantire anagrafiche uniche, la registrazione dei dati primari, il controllo delle scadenze, il calcolo del rating e un’analisi trasparente su andamento e non conformità ripetute.

Terzo: il coinvolgimento. Hanno completato la formazione 72 persone a fronte di un piano di 95, e la presenza ai nove incontri regolari con gli appaltatori è stata del 79%. Nemmeno una buona metodologia funziona senza disciplina di partecipazione. Per questo la presenza dei dirigenti, la formazione e l’attuazione dei piani di azioni correttive devono diventare parte della responsabilità gestionale.

Quali conclusioni si possono applicare in altre aziende

L’esperienza del pre-pilota permette di formulare alcuni principi pratici.

1. Non partite da un punteggio complessivo, ma da un dizionario comune di criteri e da un obiettivo chiaro della valutazione.
2. Unite il controllo dei comportamenti in cantiere all’audit del sistema di gestione dell’appaltatore.
3. Valutate non solo lo stato attuale, ma anche l’andamento dopo le azioni correttive.
4. Calibrate chi esegue le verifiche: la confrontabilità dei dati conta più del numero di check-list compilate.
5. Non trasformate il rating in uno strumento solo sanzionatorio. Deve mostrare all’appaltatore una via di miglioramento e riconoscere i progressi duraturi.
6. Collegate i risultati a decisioni reali — piani di sviluppo, motivazione, condizioni della collaborazione futura e procedure di acquisto.

Il rating delle imprese appaltatrici non è un’ulteriore forma di controllo né una gara per un posto in classifica. Il suo valore emerge quando i dati aiutano a vedere prima il rischio, a discuterlo concretamente con l’appaltatore, a verificare il risultato dei cambiamenti e a prendere una decisione fondata.

In definitiva la maturità di un sistema simile non si misura con il numero di verifiche e nemmeno con il punteggio medio. Il criterio principale è se l’esecuzione sicura dei lavori diventa una pratica comune e stabile per tutti coloro che si trovano nel sito produttivo.

Commenti 1

Ivan Bobrov
Ivan Bobrov Membro verificato 1 giorno fa
Виктория, спасибо за статью! На мой взгляд, описанный Вами подход удачно сочетает оперативную оценку (еженедельно), ситуационный контроль (раз в две недели) и системный аудит (раз в квартал). 👍

Еще один большой плюс: фокус на динамику (тенденции эффективности), а не на разовый «срез» по результатам очередной проверки. 🙌

Очень важное преимущество — изменение культуры взаимодействия за счет перехода к партнерской модели. 👌


Однако, как и у любого инструмента ОТ и ПБ, есть опасность скатывания в формализм. 


Очень часто проверки, отчеты и рейтинги «для галочки» — это прямые симптомы сопротивления и саботажа. Такое поведение на стороне предприятия-заказчика обычно мгновенно считывается подрядчиками и ориентирует их на аналогичные действия. 


В этом случае о самооценке подрядчиков и других весьма полезных вещах, о которых Вы говорите, можно забыть. А ответственность за результативность программы целиком ляжет на плечи Службы ОТ и ПБ.


Через некоторое время непременно последуют жалобы:

  • корректирующие мероприятия приводят к удорожанию подрядных работ и затягиванию/срыву сроков;
  • отсутствие людей/времени на проверки;
  • трудоемкость сбора данных вручную;
  • недостаток времени для внесения информации в компьютер/мобильное приложение;
  • несовершенство средств автоматизации;
  •  и т.д.


В итоге отличная идея и детально продуманный инструмент рискуют остаться только на бумаге. Постоянной "калибровкой" процесса или обучением персонала здесь не обойтись.


Хорошая новость: у нас есть проверенное лечение от этой напасти. 


Программу управления безопасностью подрядных работ (как и любую другую  программу управления) нужно внедрять в правильный момент: по готовности и в рамках единой, последовательно реализуемой стратегии ОТ и ПБ. 


Критически важна опора на лидерство первых руководителей и систему персональной ответственности сверху донизу. 

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