Rischi ambientali

Caso
23 luglio 2024 🇷🇺 Lingua originale: русский

Dall'approccio formale alla gestione reale

Il tema dei rischi ambientali è oggi discusso in molti siti produttivi, tuttavia nella pratica il processo si ferma spesso alla compilazione formale dei registri. Il passaggio da una percezione emotiva delle minacce a una loro valutazione oggettiva e materiale diventa una fase naturale nello sviluppo della cultura HSE. Nel corso del webinar, Anton Turtanov, responsabile del dipartimento di protezione ambientale ed ecologia di EuroChem, analizza come condurre un audit del proprio sistema di gestione dei rischi ambientali e quali strumenti aiutano a rendere questo processo trasparente ed efficace.

Specificità del rischio ambientale: probabilità e danno

L'errore chiave quando si lavora con i rischi è confondere le minacce potenziali con i problemi attuali. La necessità di eseguire la manutenzione programmata delle attrezzature è un compito, non un rischio. Il rischio ambientale è sempre caratterizzato da incertezza (probabilità di accadimento) e danno finanziario. Il relatore individua tre gruppi principali di conseguenze per un'azienda commerciale: responsabilità legale (incluse multe e risarcimento danni), coefficienti di maggiorazione per l'impatto negativo e perdite reputazionali. Allo stesso tempo, si raccomanda di iniziare a costruire il sistema valutando le conseguenze legali e finanziarie dirette, lasciando i rischi reputazionali alle fasi successive a causa della difficoltà di una loro valutazione oggettiva.

È interessante notare che la scelta della matrice di valutazione (3x3, 6x6, ecc.) non influisce praticamente sul risultato finale. L'enorme quantità di tempo che le aziende trascorrono a discutere sui colori e sulle dimensioni della matrice sarebbe meglio impiegata nell'identificazione qualitativa delle minacce stesse.

Indicatori di maturità: come valutare il proprio registro dei rischi

Nella presentazione vengono esaminati in dettaglio quattro indicatori pratici che consentono di valutare l'adeguatezza dell'attuale sistema di gestione dei rischi:

  • Numero di rischi. Sebbene non esista una norma universale, la presenza di meno di otto voci nel registro di una grande impresa è un fattore limitante che segnala problemi nel processo di identificazione.
  • Dinamica dei cambiamenti. Un grafico statico, in cui il numero di rischi non cambia per anni, indica un approccio formale. Un segnale ancora più allarmante è un forte calo dopo un periodo di crescita. Questo spesso significa che gli specialisti si sono stancati di sviluppare misure correttive e hanno iniziato a sottostimare artificialmente il numero di minacce identificate.
  • Distribuzione per importanza. In un sistema sano, la distribuzione dei rischi dovrebbe assomigliare alla piramide di Heinrich: molte piccole minacce e poche critiche. Se il registro è sovraccarico di rischi "rossi" (top), ciò indica un errore metodologico nella valutazione.
  • Qualità delle formulazioni. Il rischio deve essere composto da tre elementi: fattore, evento e conseguenza. Formulazioni vaghe come "superamento del limite massimo consentito" non consentono di sviluppare misure di risposta adeguate.

Strumenti di correzione: da ENVIT al "costruttore di rischi"

Per correggere gli squilibri individuati vengono proposti passi concreti. In primo luogo, la formazione dei moderatori delle sessioni di rischio sulla metodologia HAZID/ENVIT: un brainstorming strutturato utilizzando parole guida. In secondo luogo, l'abbandono del formato online a favore di incontri in presenza di team interfunzionali. La valutazione dei rischi ambientali non dovrebbe essere un compito esclusivo dell'ecologo: sono necessarie le conoscenze di tecnologi, meccanici e specialisti HSE.

Per risolvere il problema del "sovraccarico" del registro con rischi critici, si applica il metodo della scomposizione. Se un evento (ad esempio, una fuoriuscita di petrolio) ha diverse conseguenze di varia gravità, queste devono essere valutate separatamente. La somma della probabilità massima di un piccolo incidente con il danno massimo di uno scenario catastrofico genera inevitabilmente super-rischi fittizi.

Infine, l'uso del "costruttore di rischi" aiuta, in fase di identificazione, a collegare rigidamente fattore, evento e conseguenza specifica (ad esempio, una sanzione amministrativa per un singolo superamento in una fonte specifica), rendendo la gestione della minaccia concreta e misurabile.

Cosa imparerai da questo webinar:

  • Come distinguere un rischio ambientale reale da un problema di produzione attuale?
  • Perché un registro con molti rischi critici segnala un errore nella metodologia di valutazione?
  • Come scomporre correttamente un rischio complesso in fattore, evento e conseguenza specifica?
  • Chi deve essere incluso in un team interfunzionale per un'identificazione oggettiva delle minacce?
  • Come utilizzare gli elementi della metodologia ENVIT per trovare rischi ambientali non evidenti?
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