La valutazione dei rischi professionali oggi non è solo un requisito formale, ma uno strumento chiave per la reale riduzione degli infortuni sul lavoro. A differenza della valutazione speciale delle condizioni di lavoro, che viene effettuata ogni cinque anni ed è legata a una specifica postazione di lavoro, la valutazione dei rischi è un processo continuo, focalizzato sulle operazioni e sui processi eseguiti.
Il relatore Andrey Maltapar, specialista HSE in un'azienda internazionale, condivide i suoi dieci anni di esperienza nella costruzione di un sistema di valutazione dei rischi. La presentazione esamina in dettaglio l'approccio pratico all'identificazione dei pericoli, alla valutazione della loro probabilità e gravità delle conseguenze, nonché allo sviluppo di azioni correttive.
Una delle principali intuizioni del webinar è la necessità di coinvolgere dipendenti di diversi reparti nella valutazione dei rischi. La creazione di gruppi di lavoro interfunzionali (da 5 a 10 persone) consente di guardare ai processi familiari da una nuova prospettiva. Ad esempio, coinvolgere un contabile nella valutazione dei rischi in un reparto di produzione può rivelare pericoli non ovvi a cui il personale di produzione è già "abituato".
Il relatore sottolinea l'importanza di un approccio creativo all'identificazione dei rischi. I pericoli possono nascondersi non solo in cose ovvie (macchinari in movimento, caduta di carichi), ma anche in bulloni di ancoraggio lasciate dopo lo smantellamento o cavi sotto le scrivanie in ufficio. È importante valutare non solo i processi lavorativi, ma anche gli spostamenti dei dipendenti all'interno dell'azienda, ad esempio durante la pausa pranzo.
Per visualizzare e valutare i rischi, il relatore mostra come esempio una classica matrice 3x3 (probabilità x gravità delle conseguenze). L'azienda stabilisce autonomamente i criteri per le scale, basandosi sulle proprie statistiche e sulla legislazione.
Lo sviluppo di azioni correttive deve seguire rigorosamente la gerarchia:
La valutazione dei rischi non si esaurisce con lo sviluppo di misure. È fondamentale condurre una rivalutazione dopo l'implementazione delle azioni correttive per garantire che il livello di rischio sia ridotto a un livello accettabile (zona verde della matrice). Se il rischio rimane alto (zone rossa o blu), il lavoro continua.
Per controllare l'efficacia, il relatore suggerisce di integrare i risultati della valutazione dei rischi nel programma di controllo della produzione o nel piano di miglioramento delle condizioni di lavoro. La revisione dei rischi dovrebbe essere effettuata costantemente, almeno su base trimestrale, per monitorare le dinamiche e confermare l'efficacia dei fondi investiti.
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