Siamo abituati a sentire e a ripetere che la sicurezza è la «priorità n. 1» e persino un «valore» dell’azienda. Ma togliamoci gli occhiali rosa!
Le priorità cambiano in fretta quando brucia il piano di produzione o stringono i vincoli di budget. E i valori, purtroppo, si scambiano, si comprano e si vendono se lo richiedono la congiuntura o una crisi in arrivo.
Eppure, la vita e la salute delle persone possono essere oggetto di compromesso o di trattativa?
Prendere coscienza di questo assioma apre la strada a una vera trasformazione della cultura della sicurezza in azienda.
Una cultura della sicurezza efficace non ha bisogno di dichiarare valori.
La sicurezza è una lotta continua per le menti e i cuori delle persone.
Il compito principale è che dirigenti e lavoratori inizino a vedere negli altri i propri cari, e non esecutori astratti, «ingranaggi» e «risorse».
Per una trasformazione riuscita della cultura è fondamentale che tale sviluppo sia avviato al più alto livello del management. È questo che lo porta lungo tutta la struttura organizzativa dell’azienda.
Tuttavia non serve aspettare l’iniziativa «dall’alto»: la sicurezza è una strada a doppio senso.
Ognuno di noi può iniziare questi cambiamenti subito, intorno a sé, nel proprio posto di lavoro.
Serve poco: un po’ più di attenzione, una certa dose di costanza e moltissima pazienza.
Che cosa fare e come è ben noto:
Come vedete, è tutto semplice: non servono imprese eroiche.
Resta una sola domanda: che cosa siete personalmente disposti a fare per la sicurezza?

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