I formati tradizionali di formazione sugli audit comportamentali di sicurezza (HSE) affrontano spesso il problema del deterioramento delle competenze. Specialisti e manager che hanno completato il corso base, col tempo iniziano a condurre gli audit in modo formale, basandosi solo su conoscenze residue. Con le restrizioni alle riunioni in presenza, questo problema si aggrava. Andrey Protasov, responsabile dello sviluppo del gruppo "Ilim", analizza un approccio non convenzionale per mantenere le qualifiche degli auditor: trasferire la formazione pratica nelle app di messaggistica aziendale.
Questo formato non è stato scelto a caso: il pubblico, abituato ai corsi a distanza standard, aveva bisogno di un approccio nuovo e non opprimente. La formazione tramite messaggistica permette di integrare la pratica delle competenze nel flusso di lavoro, senza allontanare i manager dalla produzione per giornate intere.
Il programma dura diverse settimane ed è strutturato sul principio del microlearning. Vengono formati gruppi da 35 a 100 persone, che ricevono informazioni in modo dosato, quattro giorni alla settimana (dal martedì al venerdì).
Il valore principale del programma sono le chiamate individuali da parte dei consulenti, che simulano un vero audit comportamentale. La presentazione esamina in dettaglio il processo di preparazione e conduzione di tali sessioni. È interessante notare che, in fase di sviluppo, gli autori hanno abbandonato le videochiamate a favore delle normali chiamate audio. La pratica ha dimostrato che l'assenza della telecamera riduce la tensione psicologica, permettendo ai partecipanti di concentrarsi sull'essenza del dialogo, piuttosto che sulla percezione visiva.
Il consulente chiama a un orario prestabilito, fornisce uno scenario (ad esempio, "mi trovo in un reparto caldo senza casco") e interpreta il ruolo del trasgressore. Il relatore mostra con un esempio come gli auditor imparano a gestire quattro tipi di reazioni complesse dei lavoratori:
Uno dei problemi principali degli audit comportamentali rimane la formalizzazione, quando i dipendenti si mettono semplicemente d'accordo e si convalidano a vicenda l'audit. Per combattere questo fenomeno, l'azienda è passata dalla valutazione del numero di report alla valutazione della qualità delle conversazioni stesse sul sito produttivo. Formatori esperti accompagnano i manager durante gli audit reali, compilando checklist sulla qualità della comunicazione.
Inoltre, il relatore analizza il sistema di motivazione: l'azienda monitora l'indice di coinvolgimento dei manager (sia di produzione che d'ufficio). Questo indicatore è legato ai KPI personali ed è calcolato per nome, il che impedisce ai reparti di "salvarsi" grazie a un solo dipendente iperattivo.
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