L'indagine sugli incidenti è tradizionalmente percepita come uno strumento reattivo, ma con un approccio corretto diventa un motore per lo sviluppo di una cultura della sicurezza proattiva. Nel suo intervento, Elena Golenkova, responsabile delle indagini sugli incidenti presso PJSC NLMK, analizza in dettaglio il processo di trasformazione del sistema di indagine utilizzando l'esempio di una grande holding manifatturiera. La relatrice mostra come passare dalla compilazione formale dei verbali alla reale gestione dei rischi operativi.
Lo sviluppo di un documento normativo unificato per più siti è solo il primo passo. La relatrice sottolinea che senza una formazione di qualità, qualsiasi regolamento rimane inefficace. Per un'implementazione efficace viene proposto un approccio globale:
Per unificare l'approccio, tutti gli incidenti sono divisi in quattro livelli: dai quasi incidenti (near-miss) e microinfortuni ai casi gravi. Particolare attenzione è rivolta agli incidenti ad alto potenziale, in cui le conseguenze fatali sono state evitate solo per caso. A seconda del livello dell'incidente, viene formata la composizione della commissione. Per indagare sui casi più gravi, la commissione è guidata da rappresentanti del top management. Ciò garantisce che il presidente abbia un'autorità sufficiente per modificare i processi a livello aziendale, e non solo nell'area locale.
Un ostacolo chiave nelle indagini è la paura dei lavoratori di subire sanzioni disciplinari. La presentazione esamina in dettaglio l'approccio alla conduzione delle interviste senza cercare colpevoli. Se la commissione usa la pressione, i lavoratori nascondono i fatti, rendendo impossibile identificare le vere cause. La relatrice analizza i metodi per ridurre lo stress nelle vittime e nei testimoni, consentendo di ottenere un quadro obiettivo dell'accaduto.
Per analizzare le relazioni di causa-effetto vengono applicate metodologie adattate:
L'indagine perde di significato se le misure sviluppate non vengono implementate o non influenzano il sistema. La relatrice mostra con un esempio come la visita della commissione sul luogo dell'incidente (il caso del trasporto manuale di una piastra di rivestimento di 52 kg) consenta di rivedere completamente e meccanizzare un processo pericoloso, eliminando la fonte di rischio.
Tutte le azioni correttive devono essere formulate secondo il principio SMART ed essere soggette a un rigoroso controllo di esecuzione. Inoltre, le informazioni sugli incidenti vengono trasformate in «Lezioni apprese»: fogli informativi che vengono inviati ad altri stabilimenti con apparecchiature simili. Ciò consente di eliminare proattivamente le vulnerabilità prima che portino a infortuni in siti adiacenti.
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