Vittima o vincitore?
Dal modo in cui una persona intende la parola "responsabilità", si può capire chi si ha di fronte: una vittima delle circostanze o un vincitore capace di superare ogni difficoltà.
Per sviluppare il valore del "Risultato", abbiamo deciso di utilizzare la collaudata metodologia "Il principio di Oz" degli autori di fama mondiale R. Connors e T. Smith.
Perché servono i maghi?
Nel mondo moderno, la cultura della vittimizzazione (victim — vittima) si è ampiamente diffusa: invece di assumersi la responsabilità del risultato, le persone cercano modi per giustificare i propri errori, sviste e azioni sbagliate. Il principio della ricerca del colpevole si riflette anche nella psicologia moderna, quando cerchiamo le radici dei nostri problemi nella prima infanzia.
A volte queste lamentele sono fondate: la vita non è sempre gentile con noi e non siamo responsabili di tutte le prove che ci vengono poste davanti. Tuttavia, per superare le circostanze negative, è necessario assumersi la responsabilità del risultato. Solo con questo approccio sono possibili lo sviluppo e il successo.
«Sotto la linea» e «sopra la linea»
Il confine che separa la vittimizzazione dalla responsabilità è piuttosto sottile, ma è possibile e necessario imparare a distinguerlo.
Per trovarsi Sopra la linea e non cercare colpevoli, bisognerà salire i Gradini della responsabilità, passando attraverso Percezione, Coinvolgimento, Risoluzione e Azione.
Il primo gradino – Percezione – include la consapevolezza e l'accettazione dell'intera realtà della situazione. Questo passo sembra essere il più difficile, perché per la maggior parte di noi è complicato condurre un'autovalutazione onesta e ammettere che si potrebbe fare molto di più per ottenere il risultato.
Il secondo gradino – Coinvolgimento significa accettare la propria responsabilità per l'esperienza e la realtà che create per voi stessi e per gli altri. Grazie a questo passo, spianate la strada all'azione.
Il terzo gradino – Risoluzione – porta al cambiamento della situazione reale attraverso la ricerca e l'attuazione di soluzioni a cui forse non avevate pensato prima, aiutando allo stesso tempo a evitare la tentazione di finire di nuovo Sotto la linea quando sorgono ostacoli.
Il quarto gradino – Azione – prevede di seguire con dedizione e coraggio le decisioni prese, anche se comportano un rischio elevato.
Quali qualità portano «sotto la linea» e quali innalzano «sopra la linea» del successo? Quando ci si scoraggia e sembra che non si possa più fare nulla, impariamo a porci la domanda:
«Cos'altro posso fare per trovarmi "sopra la linea" e ottenere il risultato desiderato?»
L'utilità di questa domanda è particolarmente elevata oggi, quando l'asticella del successo è stata alzata a livelli senza precedenti. In questo modo, le persone scoprono il segreto per ottenere rapidamente i migliori risultati con costi ottimali.
Cadere nella posizione di «vittima» è molto tipico della natura umana.
A volte impariamo con successo a monitorarla in un ambito della vita, ad esempio nel lavoro, ottenendo i primi risultati, ma non ci accorgiamo affatto di come finiamo «Sotto la linea» nel campo della salute, per esempio. Ed è quello che è successo a me.
Come capire in quale posizione ci si trova più spesso?
È fantastico quando qualcuno nel vostro ambiente padroneggia questo «strumento» e può indicarvi che siete caduti «sotto la linea».
Tuttavia, è utile, durante la revisione regolare dei propri obiettivi, effettuare anche un'autodiagnosi secondo la checklist proposta:
– «Non posso farci niente»;
– «Qualcuno dovrebbe dirglielo»;
– «Vedremo cosa succede»;
– «Ditemi solo cosa volete da me»;
– «Al suo posto avrei fatto diversamente».
Se avete riscontrato in voi stessi, nel vostro team o nella vostra organizzazione anche solo uno di questi segnali, significa che vi trovate spesso «Sotto la linea» ed è ora di prendere provvedimenti e porre la domanda preferita: «Cos'altro posso fare nelle attuali difficili circostanze per ottenere il risultato di cui ho bisogno?»