I complessi di magazzino rimangono tradizionalmente aree ad alto rischio a causa dell'intenso movimento dei mezzi di movimentazione, del lavoro con i sistemi di scaffalatura e della presenza costante di appaltatori esterni. Il passaggio da un'osservanza formale delle istruzioni a una cultura proattiva della sicurezza richiede un approccio sistematico. Nel corso del webinar, le specialiste di Danone Valeria Shulyak e Alina Kuzmicheva analizzano in dettaglio il modello in dieci fasi per lo sviluppo di un ambiente sicuro nei magazzini di prodotti finiti, implementato nell'ambito del programma aziendale WISE (Work in Safe Environment).
Il primo e fondamentale passo nella costruzione del sistema, secondo le relatrici, è l'impegno consapevole della direzione. Questo si realizza attraverso la firma di politiche di sicurezza locali, che vengono adattate alle specificità di ogni sito. Tuttavia, la leadership deve essere supportata da una solida base tecnica. A tal fine, sono stati implementati 13 standard di sicurezza di base, la cui esecuzione è controllata attraverso checklist multilivello.
Le relatrici mostrano con un esempio come gli standard tecnici cambino l'ambiente fisico del magazzino:
Particolare attenzione nell'intervento è dedicata allo standard specializzato di blocco durante il lavoro con i veicoli a motore. La procedura regolamenta rigidamente le azioni degli autisti dei camion: installazione obbligatoria di cunei fermaruota, posizionamento dell'autista in un'area sicura e consegna fisica delle chiavi di accensione a un dipendente del magazzino (o il loro blocco ai cancelli della banchina). Questo elimina completamente il rischio di movimento non autorizzato del mezzo pesante durante il carico.
La cultura della sicurezza è vista come un puzzle di 13 elementi, in cui una sfida a sé stante è la gestione delle aziende appaltatrici. Poiché l'azienda non dispone di un proprio parco automezzi, gli autisti delle società di trasporto sono integrati nel sistema generale attraverso regole ferree: la registrazione delle violazioni forma un rating unico che influenza le decisioni di gara, fino all'inserimento in una lista nera.
Per controllare il sistema vengono utilizzati due tipi di audit: tecnico e di cultura. La relatrice sottolinea che il 90% del successo dell'audit risiede nella comunicazione sul campo con i dipendenti. In condizioni di restrizioni, l'azienda ha implementato con successo la pratica delle ispezioni a distanza utilizzando occhiali per la realtà aumentata (AR), che consentono all'auditor di valutare il sito e comunicare con il personale da remoto.
La procedura di valutazione dei rischi è passata da un piano formale a uno pratico. Oltre alla classica matrice 5x5 e alla formazione di un registro dei pericoli, è stato introdotto uno strumento di valutazione dinamica dei rischi. Si tratta di una competenza che consente al dipendente di linea di analizzare "qui e ora" l'ambiente in evoluzione e prendere decisioni sicure prima di iniziare un'operazione non standard.
Ogni incidente viene indagato utilizzando il metodo dei "5 perché" per trovare le cause profonde, e i risultati vengono registrati nel sistema digitale globale RSWeb. Per mantenere un focus costante sulla sicurezza, vengono utilizzati vari formati di coinvolgimento: dalle presentazioni tematiche mensili tenute dai capi turno, alle competizioni professionali per i conducenti di carrelli elevatori (Forklift Rodeo) e al monitoraggio dell'indice di benessere dei dipendenti (Health and Well-being).
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