L'estrazione delle riserve nelle miniere sotterranee avviene in condizioni geologico-minerarie estremamente complesse, dove il costo di un errore aumenta in modo esponenziale. A grandi profondità, lo scavo di gallerie è associato a fenomeni gasdinamici, improvvise emissioni di roccia e metano, nonché alla presenza di falde acquifere ad alta pressione. In tali condizioni, i metodi di controllo tradizionali non sono sempre efficaci ed è necessario passare a una gestione proattiva dei rischi critici.
Nel suo intervento, Artyom Derkach, responsabile del dipartimento HSE e sicurezza stradale di ALROSA, analizza in dettaglio l'esperienza di implementazione del progetto di gestione dei rischi critici nella miniera sotterranea "Internatsionalny". Il relatore mostra con un esempio come il passaggio da controlli formali al pensiero basato sulle barriere aiuti a prevenire eventi catastrofici.
Il primo passo del progetto è stato l'identificazione dei rischi in grado di portare a conseguenze catastrofiche: infortuni di gruppo o mortali, nonché perdite di produzione. Per ogni rischio di questo tipo (ad esempio, esplosione di metano o allagamento della miniera) sono state definite barriere organizzative e tecniche: elementi critici di controllo che impediscono al rischio di concretizzarsi.
Il relatore sottolinea l'importanza del lavoro congiunto tra il team di progetto e il blocco produttivo. Schemi di barriere semplici e concisi sono stati sviluppati insieme ai responsabili di reparto, il che ha permesso di evitare che il progetto venisse percepito come imposto dall'alto e di coinvolgere i lavoratori della produzione nel processo di miglioramento della sicurezza.
Sulla base delle barriere definite, sono state sviluppate checklist cartacee per i lavoratori delle professioni chiave (operatori di macchine di scavo, minatori, elettromeccanici). Prima dell'inizio del turno, il lavoratore verifica il funzionamento delle barriere che impediscono la realizzazione di rischi critici sul proprio posto di lavoro. In caso di non conformità, il lavoro viene sospeso fino alla loro risoluzione.
L'implementazione ha incontrato la resistenza prevista: i lavoratori sono passati dalla fase di negazione a quella di accettazione. Per superare il formalismo, si sono tenuti colloqui analizzando incidenti reali avvenuti in precedenza negli stessi reparti. La metodologia delle barriere ha fornito ai lavoratori una chiara comprensione del perché sia importante verificare parametri specifici (ad esempio, per prevenire crolli o esplosioni), aumentando la loro responsabilità personale.
Parallelamente alle checklist cartacee per i lavoratori, sono state introdotte checklist elettroniche per i capisquadra minerari. Utilizzando smartphone antideflagranti e un'applicazione mobile speciale, i capisquadra ispezionano i luoghi di lavoro documentando fotograficamente lo stato delle barriere e controllano la compilazione delle checklist da parte dei lavoratori.
Il dipartimento HSE controlla quotidianamente i rapporti dei capisquadra minerari, confrontando le fotografie e individuando i casi di approccio formale (ad esempio, quando il caposquadra fotografa la parete della galleria invece del nastro trasportatore). Le violazioni rilevate vengono segnalate tramite una bacheca elettronica per la risoluzione dei problemi. Questo controllo multilivello consente di identificare problemi organizzativi e tecnici nelle fasi iniziali.
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