La legislazione ambientale si basa da tempo sul modello del "bastone", che comprende sanzioni amministrative, procedimenti penali, richieste di risarcimento danni per milioni o addirittura miliardi (come nei casi delle fuoriuscite a Norilsk e Anapa), nonché la sospensione o il divieto totale delle attività che violano le norme ambientali. Ma dove trova posto la "carota"? Le aziende possono contare su un sostegno, considerando le ingenti spese per le iniziative ambientali, come la modernizzazione degli impianti di produzione, l'installazione di filtri o la riduzione dei rifiuti? Vale la pena investire in progetti ambientali? La legislazione attuale può motivare efficacemente gli utilizzatori delle risorse naturali ad adottare pratiche ecologiche?
La legislazione ambientale prevede disposizioni per il sostegno statale alle iniziative volte a ridurre al minimo l'impatto negativo sull'ambiente. In particolare, il comma 3 dell'articolo 17 della Legge Federale n. 7 del 10 gennaio 2002 "Sulla tutela dell'ambiente" sancisce la possibilità di aiuti di Stato per l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili e per altre misure volte a ridurre l'impatto negativo. Tale sostegno, tra le altre cose, può includere la concessione di agevolazioni nel pagamento delle tasse ambientali per tale impatto.
Pagamento per l'impatto negativo sull'ambiente
Il pagamento per l'impatto negativo sull'ambiente (NVOS) è un onere ambientale obbligatorio pagato da organizzazioni e singoli imprenditori per i danni causati all'ambiente naturale nel corso delle loro attività economiche. Ciò include le emissioni di inquinanti nell'atmosfera, gli scarichi nei corpi idrici e lo smaltimento dei rifiuti. Questo pagamento non è una tassa, ma agisce come un prelievo fiscale con funzione compensativa: i fondi stanziati sono destinati all'attuazione di misure per la protezione e il ripristino dell'ambiente. Secondo il comma 4 dell'art. 17 della Legge Federale n. 7, tale sostegno è possibile per l'attuazione delle seguenti misure:
1. Implementazione delle migliori tecnologie disponibili
2. Progettazione, costruzione, ricostruzione di:
3. Installazione di:
4. Garanzia dell'uso utile del gas di petrolio associato (una miscela di idrocarburi gassosi rilasciata dal petrolio durante la sua estrazione e raffinazione).
Il meccanismo di contabilizzazione delle spese per l'attuazione delle misure volte a ridurre l'impatto ambientale durante il calcolo e il pagamento degli oneri ambientali è regolato dal comma 1 dell'articolo 16.3 della Legge Federale n. 7. Tale norma consente la detrazione dall'importo del pagamento ambientale delle spese effettivamente sostenute per l'attuazione di tali misure, a condizione che non superino l'importo calcolato del pagamento ambientale. Le spese sono considerate ammissibili se sono documentate nel periodo di riferimento e sono destinate all'esecuzione di misure incluse nel piano di protezione ambientale (PMOOS) o nel programma di miglioramento dell'efficienza ecologica (PPEE). Una disposizione analoga è sancita dal comma 45 delle Regole per il calcolo e la riscossione del pagamento per NVOS, approvate dal Decreto Governativo n. 881 del 31.05.2023.
Programma di miglioramento dell'efficienza ecologica
Il programma di miglioramento dell'efficienza ecologica è un documento che include un complesso di misure volte a ridurre al minimo l'impatto negativo dell'azienda sull'ambiente. È obbligatorio per le strutture NVOS di categoria I, nonché per le strutture di categoria II che ottengono un'autorizzazione ambientale integrata (KER), ma che non possono soddisfare immediatamente gli standard stabiliti per le emissioni e gli scarichi. Nell'ambito del programma sono previste misure relative alla ricostruzione e al riequipaggiamento tecnico delle strutture che hanno avuto un impatto sull'ambiente. Il documento fissa inoltre le scadenze per l'attuazione di tali misure, i volumi e le fonti di finanziamento, e nomina i funzionari responsabili. Un approccio analogo è implementato nel Piano delle misure di protezione ambientale (PMOOS), destinato alle strutture NVOS di categoria II e III, in conformità con l'articolo 67.1 della Legge Federale n. 7.
A determinate condizioni, i piani per la riduzione delle emissioni o degli scarichi sono riconosciuti come PMOOS o PPEE (comma 8.2 dell'art. 11 della Legge Federale n. 219 del 21.07.2014 "Sulle modifiche alla Legge Federale 'Sulla tutela dell'ambiente' e ad alcuni atti legislativi" e comma 2 dell'art. 6 della Legge Federale n. 225 del 29.07.2017 "Sulle modifiche alla Legge Federale 'Sull'approvvigionamento idrico e lo smaltimento delle acque reflue' e ad alcuni atti legislativi").
Gli utilizzatori delle risorse naturali che non riescono a rispettare gli standard ambientali e, di conseguenza, hanno approvato un PMOOS o un PPEE, corrono un rischio significativo: in caso di mancato raggiungimento dell'effetto ecologico derivante dall'attuazione del PMOOS o del PPEE, il pagamento per NVOS per i periodi di riferimento precedenti è soggetto a ricalcolo con l'applicazione di un coefficiente moltiplicatore pari a 100 (comma 41 delle Regole n. 881).
A questo punto sorge una domanda del tutto logica: un utilizzatore delle risorse naturali che attua le misure di protezione ambientale specificate nel comma 4 dell'articolo 17 della Legge Federale n. 7 (ad esempio, la costruzione di strutture e impianti per la cattura e il recupero delle emissioni inquinanti, il trattamento termico e la depurazione dei gas prima della loro emissione nell'atmosfera), e che rispetta anche gli standard per le emissioni, gli scarichi consentiti e gli standard tecnologici (e, di conseguenza, non ha la necessità o le basi legali per sviluppare un PMOOS o un PPEE), può contare sul sostegno statale sotto forma di possibilità di contabilizzare i costi per l'attuazione di tali misure durante il calcolo e il pagamento degli oneri per l'impatto negativo sull'ambiente?
La risposta, molto probabilmente, sarà deludente. La legislazione attuale non consente la possibilità di adeguare i pagamenti per NVOS tenendo conto delle spese per la riduzione dell'impatto negativo sull'ambiente, se non viene sviluppato un PMOOS o un PPEE.
Pertanto, allo stato attuale, lo Stato esprime il proprio sostegno solo a quelle aziende che si trovano sotto la sua stretta supervisione.