I grandi siti infrastrutturali portuali, di trasporto e logistica concentrano in un'unica area parchi serbatoi, impianti tecnologici complessi, nodi energetici e un numero elevato di addetti. Nel contesto attuale, le misure tradizionali di sicurezza industriale e protezione civile non sono più sufficienti: le aziende devono far fronte a minacce legate a interferenze di terzi e a velivoli a pilotaggio remoto (droni). Ciò comporta il rischio non solo di un impatto diretto, ma anche di incidenti secondari, caduta di detriti, interruzione delle comunicazioni, panico tra il personale e arresto improvviso degli impianti. Basandosi sul principio secondo cui «le soluzioni più semplici si rivelano le più efficaci», Vladimir Stepanov, Direttore del Dipartimento di Sicurezza Industriale e Salute e Sicurezza sul Lavoro di OTEKO, analizza la struttura del sistema di allerta precoce, protezione e risposta prendendo come esempio due terminal marittimi situati nella penisola di Taman.
L'ampia superficie dei terminal ha reso necessario suddividere l'area in oltre 14 zone e trasferire in un perimetro sicuro i dipendenti non direttamente coinvolti nei processi produttivi. Le procedure operative sono state regolamentate attraverso quattro livelli di allerta: regime ordinario, attenzione elevata con rallentamento delle operazioni tecnologiche, trasferimento immediato nei rifugi con arresto totale di tutte le lavorazioni e del traffico veicolare, e infine cessato allarme.
Per azzerare le perdite di tempo in situazioni di stress, il reparto IT ha integrato tutti i canali di comunicazione in un unico sistema. Alla dichiarazione del terzo livello di allerta, il responsabile della sala controllo attiva con un solo pulsante le sirene, l'invio di SMS tramite gli operatori telefonici, i messaggi sulle app di messaggistica, le e-mail e le notifiche sulle schermate di blocco dei computer. Poiché il terreno argilloso-limoso della penisola di Taman attenua il suono e le onde radio, e la rete di comunicazione può subire interruzioni, il sistema di allerta è stato duplicato fisicamente: sono state acquistate sirene manuali e installate lanterne a luce rossa agli ingressi per vietare l'accesso al sito durante l'allarme. Inoltre, sono stati digitalizzati il registro degli allarmi e la raccolta dei dati forniti dai preposti sul numero di persone presenti in ciascun rifugio.
In assenza di standard normativi specifici per i rifugi mobili di superficie contro le schegge, gli specialisti dell'azienda hanno condotto una propria perizia tecnica sulle strutture, valutando lo spessore del calcestruzzo e l'armatura. Sono stati scelti moduli monolitici in cemento armato: a differenza delle soluzioni prefabbricate componibili, si installano rapidamente scaricandoli direttamente dal rimorchio ribassato. Per dissipare l'energia cinetica degli elementi lesivi, i rifugi sono stati circondati da sacconi (big bag) riempiti di sabbia e coperti con una rete che protegge i sacchi dal degrado causato dai raggi UV. All'interno, le pareti sono state rivestite con pannelli OSB per garantire il comfort psicologico e i locali sono stati dotati di acqua, impianti di climatizzazione, barelle e kit di primo soccorso.
I kit di primo soccorso sono stati allestiti internamente dopo aver formato gli specialisti della direzione in medicina tattica, mentre il corso di primo soccorso da 16 ore è stato riorganizzato in un corso intensivo pratico focalizzato sul controllo delle emorragie, la rianimazione, l'evacuazione e la gestione del panico. In ogni turno e squadra sono state formate almeno due persone, i cui elmetti sono contrassegnati da uno speciale adesivo.
Un grave problema nella fase iniziale è stata la curiosità umana: durante l'allarme, alcuni lavoratori uscivano per guardare cosa stesse succedendo invece di recarsi nei rifugi. Oltre all'aggiornamento dell'addestramento iniziale di sicurezza e alla trasmissione nelle mense di una serie di brevi video girati dagli stessi dipendenti, il risultato decisivo è stato ottenuto grazie al coinvolgimento dei responsabili di linea. I capi reparto hanno spostato le riunioni di inizio turno e le brevi sessioni di addestramento direttamente all'interno dei rifugi, accompagnandovi personalmente le squadre e illustrando le regole di comportamento. A livello di top management è stato istituito un Centro di gestione delle crisi che, da una sala operativa protetta, valuta le azioni del personale e aggiorna gli scenari di intervento.
L'intervento esamina nel dettaglio l'esperienza di ammodernamento tecnico dei mezzi antincendio e di soccorso realizzata grazie alla squadra di emergenza interna e ai servizi di ingegneria:
Come soluzioni per il futuro, l'azienda sta testando un assistente IA locale per gli operatori di sala controllo, destinato all'aggregazione automatica dei dati provenienti da sensori e telecamere, nonché generatori di schiuma portatili ad alta pressione dotati di dispositivi di foratura in carico (hot tapping) delle tubazioni per lo spegnimento sotto-superficiale.
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