Evoluzione del sistema di gestione: da funzione a strategia aziendale
Lo sviluppo di una strategia in ambito HSE si scontra spesso con un problema classico: il documento viene creato all'interno del dipartimento specializzato e rimane scollegato dai reali processi produttivi. Il Direttore HSE del Gruppo NLMK, Pavel Zakharov, analizza un caso pratico di trasformazione dell'approccio alla sicurezza, in cui la strategia diventa parte integrante del business e la responsabilità della sua attuazione passa ai responsabili dei siti produttivi.
Nella presentazione viene esaminata in dettaglio la tesi di Peter Drucker secondo cui "la cultura mangia la strategia a colazione". Il relatore mostra, prendendo come esempio il settore metallurgico, perché l'implementazione di strumenti avanzati senza considerare l'attuale livello di maturità della cultura aziendale sia destinata a fallire, e come preparare adeguatamente il terreno per cambiamenti su larga scala.
Fase preparatoria: analisi fattoriale e valutazione dei rischi
La creazione di una strategia praticabile non inizia con la definizione di obiettivi astratti, ma con una diagnosi approfondita dello stato attuale. Il relatore suggerisce di basarsi su un'analisi fattoriale retrospettiva degli incidenti.
- Analisi dei dati storici: la raccolta di informazioni su tutti gli incidenti degli ultimi cinque anni consente di identificare i guasti sistemici. Ciò permette di capire in quali lavori specifici (progetti di investimento, revisioni generali) e quali fattori di rischio (lavoro in quota, schiacciamento, utensili manuali) si verificano più frequentemente.
- Audit del sistema di gestione: la valutazione interna identifica gli elementi del sistema HSE che funzionano solo formalmente e che richiedono una revisione e un'integrazione nella nuova strategia.
- Valutazione dei rischi reali: passaggio dai registri formali per gli organi di vigilanza a strumenti di gestione operativi. Se non vengono assegnate risorse mirate alla gestione di un rischio critico, tale rischio rimane incontrollato.
Valutazione indipendente e ruolo degli esperti
Per avere un quadro obiettivo è necessario uno sguardo esterno. Tuttavia, il fattore chiave di successo in questo caso è la scelta degli auditor giusti. La presentazione sottolinea che la valutazione indipendente della cultura della sicurezza dovrebbe essere condotta da esperti con esperienza pratica al livello culturale a cui l'azienda aspira. Solo in questo modo è possibile ottenere una valutazione adeguata del divario tra lo stato attuale e quello desiderato.
Superamento delle barriere e coinvolgimento della direzione
L'attuazione della strategia è impossibile senza superare la resistenza sistemica. Il relatore evidenzia alcune condizioni critiche senza le quali anche il piano più elaborato rimarrebbe sulla carta:
- Fornitura di risorse: la strategia deve essere supportata da finanze, tempo e personale. La richiesta di risorse dovrebbe avvenire nella fase di difesa della strategia davanti al top management.
- Trasformazione delle competenze: i cambiamenti devono iniziare dalla funzione HSE stessa. Il team deve essere il primo a passare a un nuovo livello culturale per diventare un promotore del cambiamento per i reparti produttivi.
- Cambio di paradigma della responsabilità: la strategia funziona solo quando i responsabili di produzione si assumono la responsabilità dell'attuazione degli obiettivi di sicurezza, mentre la funzione HSE agisce come metodologo e integratore delle migliori pratiche.
Cosa imparerai da questo webinar:
- Da dove iniziare lo sviluppo di una strategia HSE affinché rifletta i reali problemi della produzione?
- Come scegliere gli esperti giusti per una valutazione indipendente della cultura della sicurezza?
- Perché porsi l'obiettivo "zero infortuni mortali" per l'anno successivo potrebbe essere un errore e come impostare KPI realistici?
- Come convincere il top management ad allocare le risorse necessarie per l'attuazione delle iniziative strategiche?
- Come trasferire la responsabilità della sicurezza dal dipartimento HSE ai responsabili delle aree produttive?